lunedì 5 dicembre 2011








Filastrocca per tutti i bambini,
per gli italiani e per gli abissini,
gli americani ed i francesi,
per quelli neri come il carbone,
per quelli rossi come il mattone,
per quelli gialli che stanno in Cina
dove è sera se quì è mattina,
per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci,
e dormono dentro un sacco di stracci
per quelli che stanno nella foresta
dove le scimmie fan sempre festa,
per quelli che stanno di qua o di là
in campagna od in città.
per i bambini di tutto il mondo
che fanno un grande girotondo
con le mani nelle mani
sui paralleli e sui meridiani.
G.Rodari


domenica 4 dicembre 2011

I NANETTI DI BABBO NATALE

Babbo Natale ha come aiutanti dieci nanetti. Ognuno ha un compito
ben preciso da fare. Di seguito le dieci filastrocche di Natale
dedicate a loro.
IL NANETTO DEL PULITO
Azzurrino è ben diverso,
calmo come un cielo terso.
Ama i bimbi ben lavati,
tutti lindi e profumati,
ma se un bimbo è un po' sporchetto
lui lo bagna per dispetto,
e perciò, mio tesorino,


lava, lava il tuo visino.
IL NANETTO DELLA PAPPA
Verdemelo è buffo e grasso,
mangia tutto con gran chiasso.
Ama tavole imbandite
e pietanze ben condite,
ma se un bimbo non ha fame
lui gli tira un bel salame.
E tu, adesso, mangia tutto:
pappa, ciccia ed un bel frutto.
IL NANETTO DELLA NANNA

Sempre stanco è Grigiolino:
non si alza mai al mattino.
Dorme sempre tutto il giorno,
sia in cucina che in soggiorno.

Si trasforma in fantasmino
se non fai il tuo pisolino.


Perciò gli occhi chiudi, dai!
e il fantasma non vedrai.
IL NANETTO DELLA SVEGLIA
Quando poi viene il mattino,
suo fratello Violaspino
s'alza sempre di buon'ora
per andare presto a scuola

e ai bambini senza fretta
suona forte una trombetta.
Perciò alzati, adorata:
la giornata è incominciata.
IL NANETTO DEI CAPRICCI

Aranciocco è allegro assai:
lui non piange quasi mai:
sempre pronto alla risata
che rallegra la giornata,
ma i capricci di un bambino
gli rattristano il visino.
Dai, non fare il capriccetto
che se no piange il nanetto.
IL NANETTO DELL'ORDINE
Rossolone è strano, sai?
Non sorride quasi mai.
Sempre serio è il suo viso:
vuole l'ordine preciso.
Fa versacci a tutto spiano
se il disordine è sovrano.
I balocchi presto, in fretta,
ben riponi, mia bimbetta.
IL NANETTO DELLE COCCOLE
Il più dolce e il più carino
è Bianchino, piccolino.
Lui controlla i più virtuosi
con la mamma affettuosi:
dorme solo se i bambini
danno tanti bei bacini.
Perciò abbracciami, su, svelta!
che Bianchino si addormenta.
IL NANETTO DEI COMPITI

Marroncino è sempre pronto
a studiare e a far di conto:
libri, penne e colori
sono tutti i suoi tesori,
e se un bimbo è un po' svogliato
lo colora verde prato.
Su, finisci il compitino,
fai contento Marroncino.
IL NANETTO DEL RISPETTO
Limondoro è un po' monello,
dispettoso e birbantello.
Lo scherzetto con lui tocca
a chi sempre mette bocca.
Se un bambino è sapientone
lui gli spruzza del limone.
Perciò adesso ascolta e taci
e alla mamma dai bei baci.
IL NANETTO DEI NANETTI




Il più forte e il più importante
è Nerino, gran birbante.
Lui vorrebbe comandare:
bimbi e nani controllare

e nell'ombra scura sta
e nascosto resterà
fino a quando un bel bambino
gli sorride sul visino. Perciò, bimba, ridi, dai!










Luci di Natale che brillano
Nella fredda notte di dicembre;
Alberi tutti vestiti con orpelli
Sono un bello spettacolo.

Presenta ed etichettate
E posto sotto l'albero;
Bambini guardano e si chiedono
Quello che può ricevere.

Gente che corre qua e là
Con poco tempo da condividere;
Molti hanno dimenticato
Perché il Natale è lì.

Tante cose da acquistare,
Tante cose da fare;
Avete smesso di pensare
Che Natale significa per voi?

Per alcuni significa solo soldi
E quanto può fare;
Per altri, solo un rituale,
Un gioco di dare e avere.

Natale è più di questo,
Una volta che tutti devono condividere;
Figlio di Dio fatto scendere su di noi,
I nostri peccati per lui da sopportare.

L'amore che ha dimostrato,
Il dono che egli ha dato;
Dovrebbe brillare sopra ogni altra cosa,
Ad ogni stagione natalizia.

  - Autore sconosciuto

 



Arriva Babbo Natale e che vuole dire
"Spero che hanno un grande giorno di Natale."

Una giornata piena di felicità, gioia e amore,
Con il pensiero riverente di Dio sopra.

Una giornata per apprezzare la vita che viviamo,
Non solo a pensare di doni che noi diamo.

Abbiamo fretta e corse 'til la spesa è stata fatta.
Ora, per rilassarsi e godersi il divertimento.

I piccoli in attesa di Babbo con gioia.
Una cosa meravigliosa per gli adulti da vedere.

Li abbraccio e li amo e dire loro "buona notte".
Faranno svegliare la mattina con gli occhi lucidi brillanti.

Presto - troppo presto - faranno capo per l'albero.
Ma, oh che gioia per voi e per me.

Buon Natale a tutti e quelli che stanno a cuore.
Che la vostra giornata sia riempita di calda allegria natalizio.

 

 







Avventura di Natale

di Biri, un cane piccolo maltese,
che un giorno si sentì portare in aria...
Era Dicembre, addì venti del mese.

Ancora cinque giorni e poi... Natale!
Lucilla, la sua bionda padroncina,
gli disse: "Biri, tu che sei geniale,
corri a imbucare questa letterina.

E' per Gesù Bambino. Ascolta bene,
gli ho chiesto qualcosetta anche per te,
perciò spedirla subito conviene.
Va presto e poi ritorna qui da me!".

Biri era corso fuori sulla neve
cercando il luogo dell'impostazione;
dopo una corsettina svelta e breve
vide un gran sacco messo a penzolone.

Pendeva da una pianta tutta spoglia
ed un cartello aveva lì vicino,
fissato ai rami in luogo d'una foglia.
Diceva: "Posta per Gesù Bambino".

Biri si sentì pieno d'allegria...
spiccò un bel salto, ma, con grande smacco,
forse a cagion d'eccesso d'energia,
finì, insieme alla lettera, nel sacco!

Provò. Tentò d'uscirne. Inutilmente!
Ad ogni salto sempre più affondava.
Passasse almeno in strada della gente!
Macchè, nessuno! Biri mugolava...

E piangi, piangi, alfin s'addormentò...
E chi può dire, dopo, cosa avvenne?
Tra un cumulo di buste si svegliò
e lettere-richiesta dolci e strenne.

Seduto in un cantuccio tutto azzurro
Biri, sorpreso, intorno a sè guardava.
Tese l'orecchio. Percepì un sussurro...
C'era qualcuno che di là parlava.

"Com'è il tuo sacco per Gesù Bambino?
"Ti dico, caro mio, che un tale peso,
da quando faccio l'Angelo Postino,
non l'ho portato mai. Ne son sorpreso!

Di là l'ho scaricato da un momento;
è stato un volo, credi, da stancare...
Di fare un altro viaggio non mi sento.
Se mi permetti vado a riposare".

"Dispongo per trovarti un sostituto.
Anche per me, che sono il Segretario,
dovrò cercare un angelo d'aiuto.
Quest'anno c'è lavoro straordinario!".

Biri, che quei discorsi aveva udito,
capì che in Paradiso si trovava.
Andò a girare intorno incuriosito,
qualcosa in ogni parte l'attirava.

Quanti preparativi per Natale!
Dovunque giochi, treni, trombettine...
ma la scoperta più sensazionale
la fece nel reparto bamboline.

V'erano tanti finti cagnolini
della sua stessa razza, in egual posa;
unica differenza: i collarini
ch'eran verdi mentre il suo era rosa...

Biri sostava, muto, ad ammirare
quei sosia che sembravan vivi e veri,
quando sentì un sommesso parlottare
che ritornar lo fece ai suoi pensieri.

"Qualcuno arriva" disse "Cosa faccio?
Se mi si scopre qui, sono spacciato!
Un'idea! Per togliermi d'impaccio
mi unisco ai finti Biri e tengo il fiato".

"Vuoi prender nota, caro? Un carrozzino,
una tromba, una bambola e un treno".
(Son gli angeli che passan lì vicino:
di Biri... non s'accorgono nemmeno!)

Lucilla, dopo aver tanto aspettato
che ritornasse il piccolo suo Biri,
col cuoricino triste ed angosciato
si vede spesso in lacrime e sospiri.

"Biri, Birino mio, perché non torni?
Qualcosa t'è accaduto certamente!"
Dalla finestra guarda tutti i giorni...
Fuori silenzio e neve solamente.

Quando un esser caro s'allontana
e notizie di lui nessuno porta,
la vita come sembra vuota e vana!
Anche se vien Natale, cosa importa?

Vigilia di Natale. Trepidanti
i bimbi di già smaniano d'attesa.
I doni sono pronti tutti quanti,
per Dario, per Maurizio, per Teresa...

Li han preparati in cielo gli angioletti
per ordine del buon Gesù Bambino.
C'è scritto chiaro dove son diretti
perché arrivare possano a destino.

Biri ha un'idea che in testa gli zampilla:
manca a Natale solamente un giorno.
Op! Un salto nel cesto di Lucilla
gli può dare certezza di ritorno!

Ma che sorpresa bella, stamattina!
Lucilla nel suo letto ancora stava
quando sentì tirar la copertina.
Era il suo Biri che la salutava.

"Biri, Birino sei tornato, e quando?
Dove sei stato, caro? Qua un bacetto!"
E il cagnolino allor scodinzolando
le fa le feste e monta sopra il letto.

Vorrebbe raccontare la bestiola
il grande viaggio, ma parlar non sa...
Oh, come è brutto non aver parola!
L'avventura un segreto rimarrà.
 Jolanda Colombini Monti

















Filastrocca di Babbo Natale
Babbo Natale viene di notte
viene in silenzio a mezzanotte.
Dormono tutti i bimbi buoni
e nei lettini sognano i doni.
Babbo Natale vien fra la neve,
porta i suoi doni là dove deve.
Non sbaglia certo: conosce i nomi
di tutti quanti i bimbi buoni.
(dal Web)





giovedì 1 dicembre 2011

 




A GESU' BAMBINO


La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa' ch'io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa' che il tuo dono
s'accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.