domenica 11 dicembre 2011






QUELLA VOLTA CHE BABBO NATALE NON SI SVEGLIÒ IN TEMPO
di Thomas Matthaeus Muller
Hubert, l'anziano Babbo Natale, saltò giù dal letto: accipicchia, non si era svegliato in tempo!

Era già la vigilia di Natale, e non c'era ancora nulla di pronto, nemmeno un pacchettino! 
Dappertutto sul pavimento erano sparse in disordine le molte letterine di Natale che il postino 
aveva fatto passare attraverso una fessura della porta.

Quasi contemporaneamente qualcuno bussò alla porta e la renna Max, 
fedele assistente di Hubert, entrò puntuale come ogni anno. 
"E che cosa faccio adesso?" si lamentò Hubert. 
"La sveglia non ha suonato!" "Chiedi a Otto, il mago, se può fermare il tempo, 
cosi tu potresti procurarti ancora tutti i regali", suggerì la renna Max.

"Otto sa soltanto far apparire conigli dal cilindro!" brontolò arrabbiato Hubert. 
"E per di più soltanto bianchi!" "Allora portiamoci dietro la cassa dei travestimenti", disse la renna Max. 
La cassa dei travestimenti era un baule enorme e pesante, 
piena di vecchi costumi, fazzoletti colorati, cappelli, scarpe e scialli che Hubert, 
anni prima, aveva ricevuto in regalo da una compagnia teatrale.

Quando la caricarono sulla slitta questa si ruppe nel mezzo. 
"E adesso che faccio?" si lamentò Hubert. "Portiamola a mano." sbuffò la renna Max, 
si sfregò gli zoccoli prima di mettersi al lavoro e trasportarono la cassa
 così per tutta la strada fino in città... per fortuna era in discesa. 
Tutti i bambini stavano già aspettando con ansia i regali di Natale.

Ma quell'anno Hubert e Max, al posto dei regali, fecero una divertente rappresentazione teatrale. 
E non ebbero niente in contrario quando, uno dopo l'altro, i bambini si misero anch'essi a recitare. 
Si narrava di un Babbo Natale stanco e arruffato... e l'inizio faceva cosi:

Hubert, l'anziano Babbo Natale, saltò giù dal letto ... accipicchia, non si era svegliato in tempo





È la notte di Capodanno,
e la Piccola Fiammiferaia è in strada, al freddo, a vendere fiammiferi.
Non ne ha venduto ancora neppure uno;
sta gelando ma non osa tornare a casa perché
teme la reazione che il padre avrebbe
vedendola rientrare senza un soldo di incasso.
Cercando disperatamente di scaldarsi,
la Piccola Fiammiferaia inizia ad accendere qualche fiammifero.
Per ogni fiammifero acceso, un'immagine appare davanti a lei,
sparendo poi quando la fiamma si spegne;
prima le appare una stufa, poi un tavolo imbandito,
poi un albero di Natale.
Quando una stella cadente attraversa il cielo,
alla Piccola Fiammiferaia torna alla memoria la nonna,
che era solita raccontarle che ogni stella cadente è un'anima che vola in Paradiso.
Accendendo un nuovo fiammifero, la bambina vede sua nonna;
per prolungare quella visione, accende velocemente tutti i fiammiferi.
Quando anche l'ultimo fiammifero si spegne,
la Piccola Fiammiferaia sogna di essere portata in cielo dalla nonna.
Il suo corpo senza vita viene ritrovato nella neve,
con un sorriso in volto e un mazzetto di fiammiferi spenti in mano.

sabato 10 dicembre 2011








Natale oggi!
di Augusto Torre
 
 Le luci variopinte,
nei negozi
battono strade illuminate
al neon,
sovraffollate.
La gente ha fretta
non può stare
un minuto a pensare
ad ascoltare il cuore.
“Per mamma questo
e quest’altro per il nonno,
un pacchetto modesto
per il tale
così sarà contento
il giorno di Natale”.
E’ tutto bene in mostra,
già scelto
impacchettato,
infiocchettato,
così bene,ch’è peccato
aprirlo, e lo si acquista
così confezionato.
Che ci sarà?
Doppia sorpresa: a chi lo riceve
a chi lo dà.





Adesso è Natale:
sui picchi dei monti e nelle valli
c’è l’atmosfera dolce della festa
che tutti cuori induce ad esultare.
Ci soffermiamo un attimo a pensare
e vediamo che i propositi son buoni:
i poveri e gli afflitti vogliamo aiutare
ché sulla cruenta terra che abitiamo
con luce Divina è giunto il Salvatore.
Anche quest’anno, tradizione vuole
che noi ci si interessi del fratello
che accanto alla nostra abitazione
vive di fatiche e stenti, nel dolore:
così è di oggi, l’essere più buoni!
Egli è venuto per salvare il mondo
è nato nella culla del perdono
per sanar le nostre putride ferite;
per portare al debole il conforto.
È nella fede che ci insegna
a trovare la sua luce, nel dolore;
è nato per redimere il peccatore
per portar la pace nel cuore del violento;
togliere agli afflitti le pene del cuore.
È nato per portare nuova vita
dove non esiste più speranza;
per ridarci la gioia dell’Amore
e noi, dobbiamo farne tesoro.
Facciamo sì che sia un Natale diverso:
preghiamo che venga un tempo migliore
e non il buonismo di un solo giorno
ma che ci entri il Natale nel cuore!

Era lei, la neve
di Evgenij Evtusenko

E un mattino
appena alzati, pieni di sonno,
ignari ancora,
d'improvviso aperta la porta,
meravigliati la calpestammo:
Posava, alta e pulita
in tutta la sua tenera semplicità.
Era
timidamente festosa
era
fittissimamente di sè sicura.
Giacque
in terra
sui tetti
e stupì tutti
con la sua bianchezza.


La neve cade
Boris Pasternak

La neve cade, la neve cade
Alle bianche stelline in tempesta
Si protendono i fiori del geranio
Dallo stipite della finestra:
La neve cade e ogni cosa è in subbuglio,
ogni cosa si lancia in un volo,
i gradini della nera scala,
la svolta del crocicchio.
La neve cade, la neve cade,
come se non cadessero i fiocchi,
ma in un mantello rattoppato
scendesse a terra la volta celeste.
Come se con l'aspetto di un bislacco
Dal pianerottolo in cima alle scale,
di soppiatto, giocando a rimpiattino,
scendesse il cielo dalla soffitta.
Perché la vita stringe. Non fai a tempo
A girarti dattorno, ed è Natale.
Solo un breve intervallo:
guardi, ed è l'Anno Nuovo.
Densa, densissima la neve cade.
E chi sa che il tempo non trascorra
Per le stesse orme, nello stesso ritmo,
con la stessa rapidità o pigrizia,
tenendo il passo con lei?
Chi sa che gli anni, l'uno dietro l'altro,
non si succedano come la neve,
o come le parole d'un poema?
La neve cade, la neve cade,
la neve cade e ogni cosa è in subbuglio:
il pedone imbiancato,
le piante sorprese,
la svolta del crocicchio.





Grazie oh Signore

di Silvano Montanari

Sui verdi campi e sui ruscelli argentei
cade silente l’atmosfera bianca e leggera:
coltre più candida, or, veste la Natura:
stelle magiche di ghiaccio si procura.

L’ora che passa raggiunge la sua meta
ove si perdono gli eventi già vissuti
festanti, tutti uniti, nella tarda sera
si canta un inno che funge da preghiera.

Il Creatore del Mondo, giunto sulla scena
in quella mangiatoia riscaldata a fiato
inizia il suo cammino fra noi Uomini
a insegnarci la bellezza del Creato.

La Fede, è la nostra risorsa migliore
ci aiuta a definire il nostro approdo
in mezzo a questo mare tempestoso
che nel gorgo della vita ci trascina.

L’inizio e la fine, l’alfa e l’omega:
a Lui, si avvicinano i martiri e i Santi
nel gaudio del cielo, si ispirano i poeti
gioia, è veramente tanta, questa sera.

S’illumina di quest’astro l’atmosfera;
di ninnoli brillanti si riveste il cielo;
cantano gli Angeli tutti quanti in coro
dolci litanie nell’Anima dei peccatori.

È arrivato tra di noi il figlio di Dio
a calmare nell’Uomo, dell’Anima i dolori;
a scrivere nel taccuino del Divino
la grande fede ed il profondo Amore:
grazie di essere venuto, mio Signore!i